Museo Multimediale del Regno di Arborea

Castello
di Las Plassas

Il Castrum Marmillae o Marmilla è oggi noto come Castello di Las Plassas è impiantato sulla sommità di una collina di forma mammellare (274 m slm), situato vicino all’abitato di Las Plassas, nella regione storico-geografica di Marmilla, che dal castello prese il nome.
Non si conosce la data di edificazione del castello, ma verosimilmente fu costruito subito dopo la nascita dello Stato verso il X secolo.

La prima documentazione che attesta la presenza del Castello è datata tra il 1168 e il 1172 quando il re Barisone I di Arborea, per ottenere il titolo di Re di Sardegna (Rex Sardinae) da Federico Barbarossa, cede in pegno i castelli di Arcuentu e di Marmilla al comune di Genova (1172-1195).

Esso, unitamente ai castelli di Arcuentu e Monreale, faceva parte della linea fortificata tra il Regno di Arborèa e quello di Càlari; la sua importanza strategica era data non solo dal presidio meridionale del Regno arborense, ma anche dalla protezione della via di comunicazione lungo il Flumini Mannu e della fertile pianura del Campidano, sempre ricca di cereali e leguminose.

Il castello occupa per intero lo spazio sommitale della collina, coincidente con una superficie di circa 550 mq, formato da una corona di arenaria giallognola dalle sfumature dorate, una roccia dura e compatta, erosa in superficie a causa dell’esposizione degli agenti atmosferici. Presenta una pianta esagonale allungata sull’asse nord-sud, nel lato breve a settentrione si distingue una torre a pianta quadrangolare, nel settore opposto a sud-ovest, in prossimità dell’ingresso del maniero, si erge l’unica parte superstite di una seconda torre. Gli spazi interni erano organizzati in ambienti a pianta quadrangolare irregolare, costruiti in aderenza alle mura perimetrali affacciandosi alla corte dalla quale ricevevano luce e aria; gli alloggiamenti erano dedicati al soggiorno della guarnigione, i magazzini erano preposti alla conservazione delle derrate alimentari e di tutti i generi necessari alla manutenzione ordinaria del maniero. Il castello era dotato di tre cisterne, la prima ricavata nella corte interna, la seconda ubicata all’esterno delle mura e la terza a sud est del mastio. Ad abitare il castello era un manipolo di uomini che non poteva superare le dieci unità, comunque sufficienti ad esercitare al meglio la funzione difensiva affidata loro. A capo della guarnigione vi era il castellano, un ufficiale di nomina regia che talvolta ha ricoperto contestualmente l’incarico di curadore, vero e proprio governatore della Marmilla. A partire dal XVI secolo il castello è stato utilizzato come carcere baronale della famiglia Zapata fino agli inizi del XIX secolo.

Caratteri insediativi e architettura

Esplora la magia del Castrum Mamillae, un castello medievale affacciato su un suggestivo rilievo collinare. La sua posizione panoramica offre una vista unica su un’ampia porzione di territorio, rendendolo una destinazione imperdibile per gli amanti della storia e dell’architettura.

Con una pianta esagonale e maestose mura che narrano secoli di storia, il Castrum Mamillae si distingue per la sua importanza nel Regno di Arborèa. Le influenze artistiche di diverse maestranze, dalla fase originaria sardo-giudicale alle successive genovesi, pisane e iberiche, aggiungono fascino e diversità alla sua storia.

Scopri la resistenza del castello alle sfide del tempo, evidenziate da azioni conservative mirate a preservare la sua struttura unica. Attraverso prospezioni e scavi, sono emersi dettagli affascinanti, come frammenti di calce e tracce della cortina meridionale, aggiungendo un tocco di mistero al passato del Castrum Mamillae.

Un viaggio emozionante tra le mura di questa antica fortezza, dove storia, arte e conservazione si fondono in un’esperienza indimenticabile. Pianifica la tua visita e immergiti nell’atmosfera unica del Castrum Mamillae, testimone vivente di un passato straordinario.

I corpi murari

Nel settore A, emergono strutture risalenti alla seconda metà del Duecento e al primo Trecento, con dettagli visibili di una torre orientata a sud e di un bastione antistante. La torre presenta un’opera muraria con pietre bugnate nella parte inferiore e conci regolari nella parte superiore.

Il settore B comprende una cortina a forma di ‘L’, conservata per un’altezza di 8,70 m, con un utilizzo differenziato di materiali lapidei. Il lato occidentale mostra un effetto policromo con l’alternanza di blocchi di arenaria, basalto e trachite. All’interno di una nicchia nel muro, si trova una latrina con uno scarico verticale.

Il settore C mostra una sovrapposizione di bozze lapidee di diverse forme e natura, con conci in chiaro di riuso provenienti da edifici più antichi. Le pareti sono state ricoperte da uno strato di intonaco di calce.

La cortina orientale nel settore D è il risultato di tre momenti costruttivi differenti. La superficie esterna è gravemente degradata, ma una porzione conserva l’originario paramento simile a quello della cortina ovest. Gli scavi del 2007 hanno rivelato una terza torre semicircolare, indicata come T, simile a un esempio nel castello di Monreale a Sardara. Scopri di più sulla storia e sull’architettura di questa affascinante struttura fortificata.

L’organizzazione
Degli spazi interni​

Fino a pochi anni fa, il castello presentava sfide nell’analisi degli spazi interni a causa di detriti e depositi organici. La campagna di restauro del 2000 e lo scavo archeologico del 2007 hanno rivelato la struttura interna, svelando dettagli intriganti. Gli ambienti, con pianta quadrangolare irregolare, si adattano alle mura spezzate, offrendo nuove prospettive sulla vita nel castello.

La costruzione, semplice ma efficace, impiega la tecnica ‘a sacco’ con cantoni di arenaria. Le murature meglio conservate nel settore orientale mostrano un uso sapiente di malta e calce. Superfici interne, come nei vani ‘G’ e ‘H’, erano rivestite con uno spesso strato di intonaco, mentre il vano ‘C’ rivela un basolato unico.

L’assenza di pietrame dai crolli suggerisce uno spoglio sistematico nel tempo, complicando la ricostruzione dell’altezza originaria dei volumi. Il castello ha svolto il ruolo di cava di materiale da costruzione, contribuendo alla comunità di Las Plassas fino al primo quarto del 900.

Con circa 350 mq di tetti, vitali per la raccolta dell’acqua piovana, il castello rivela aspetti affascinanti sulla sua storia. Scopri ulteriori dettagli esplorando il ruolo cruciale dei tetti nella conservazione idrica.

L’approvvigionamento
Idrico e le cisterne

Tra i vari problemi ci sono le sfide affrontate nella creazione di cisterne per garantire una riserva d’acqua efficiente nel contesto di un antico castello. La soluzione coinvolge la realizzazione di tre cisterne, con particolare enfasi sulla prima, una struttura monumentale interrata capace di oltre 120 metri cubi. Questa cisterna è progettata per raccogliere l’acqua piovana attraverso canalizzazioni strategiche.

La seconda cisterna, situata all’esterno delle mura, mostra segni di degrado, mentre la terza, accanto alla torre T, sembra essere alimentata periodicamente attraverso un sistema di trasporto di contenitori. Entrambe le prime due cisterne vantano pavimenti robusti in cocciopesto.

La peculiarità della seconda cisterna, priva di canalizzazioni e probabilmente alimentata in momenti strategici, è evidenziata. Questo suggerisce che durante eventi storici o naturali, il castello si approvvigionava tramite il trasporto di botti.

La terza cisterna, situata accanto al settore D, presenta un’intonacatura di calce impermeabilizzante. Complessivamente, queste cisterne rappresentano soluzioni ingegnose per l’approvvigionamento idrico in un contesto storico unico. Esplora le nostre scoperte sulla costruzione delle cisterne del castello per comprendere l’ingegnosità dietro queste antiche strutture idriche.